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    10/29/2007

    Santità

    "Giovani, non abbiate paura di essere santi!
    Volate ad alta quota,
    siate tra coloro che mirano a mete degne dei figli di Dio.
    Glorificate Dio col la vostra vita!"
     
    Giovanni Paolo II
    (dal messaggio della VI GMG)
    10/25/2007

    Discussione su Bisogna fare qualcosaAaAaAaAaAaAa!!!!!!!!!!!!!!!!!

     

    Citazione

    Bisogna fare qualcosaAaAaAaAaAa!!!!!!!!!!!!!!!!
    VOGLIONO CHIUDERE QUALSIASI BLOG..
    Il disegno di legge LEVI-PRODI
    dice che
     
    chiunque realizzi un sito web, qualunque sia il suo scopo (quindi la norma riguarda anche coloro che realizzano siti amatoriali o blog personali) dovrà dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all'albo come direttore...
     
    ovvero siamo tutti belli che censurati..come potete ben capire il disegno di legge non è stato creato per colpire noi..che siamo i pesci più piccoli (davvero minuscoli) ma per colpire blog come quello di Beppe Grillo.Adesso dobbiamo solo sperare che nn passi questa legge! 
     
    MA GUAI A VOI SE TOCCATE IL MIO BLOG!!!!!!!!!!!!!!
    IO CI SONO AFFEZIONATA E NON MI IMPORTA UN FICO SECCO(giusto per essere educata) DELLE VOSTRE DIVERGENZE!!E poi..siamo o no liberi di esprimere le nostre idee????????????????
     
    bisogna fare qualcosa!
    Libertà digitale
    UNA PETIZIONE CONTRO QUESTA LEGGE!
    10/23/2007

    Il mondiale è finito...

    Purtroppo è finito anche il mondiale...
     
    Un mondiale di grandi sorprese...
    a partire dalle piccole squadre che hanno dimostrato di meritare il posto al mondiale, ma che giustamente hanno lasciato spazio alle solite grandi della scena mondiale...
    (avranno ancora tempo di crescere e comunque hanno vinto l'onore e il rispetto di tutti... chi è rugbysta e/o conosce l'ambiente sa di cosa sto parlando...).
     
    Per poi passare alle delusioni di alcuni e alla sorpresa di altri per la sconfitta delle super favorite Australia e Nuova Zelanda rispettivamente contro Inghilterra e Francia per 10-12 la prima e 18-20 la seconda...
     
    Grande è stata la felicità degli argentini che per la prima volta arrivano terzi sbalordendo tutti vincendo nella finalina contro la francia per 34-10.
     
    Ma il top del top è il Sud Africa che vince con una facilità impressionante tutte le partite fino alle semifinali... arranca un pochino in finale quel tanto che basta per carburare e asfaltare i boriosi inglesi grazie ad una ottima difesa, un grande attacco (anche se non ci sono state mete... grande anche la difesa inglese) e un piedino da fata di Percy Montgomery che porta il risultato sul 15-6 riportando la coppa, la mitica Webb Ellis Cup, nell'emisfero sud.
     
    GRANDI SPRINGBOKS!!! SIETE MITICI!!!
     
    ciao ciao a tutti!!!
    vi aspetto numerosi per i commenti.
     
    Al prossimo intervento...

    Le leggi di Murphy

    Signore e signori,
    ben tornati...
     
    Sono lieto di informarvi che da oggi
    apro una nuova categoria...
     
    "Le leggi di Murphy"
     
    Non è solo il mondo ad andare comunque <<avanti>> sulla base di vecchie e nuove pessime ragioni.
    La diffusine di Murphy procede con un potenziale sterminato, di pari passo con l'altrettanto sterminato <<sapere>> di Murphy.
     
    Si possono forse porre limiti all'umana provvidenza, alla sua continua capacità di ideare nuove Leggi in grado di spiegare la verità della nostra esistenza quotidiana, assurdità, idiozie e fonti di risate comprese?
     
    Che Murphy sia sempre con noi:
    in casa,
    in ufficio,
    al ristorante,
    in vacanza.
     
    Tanto se non ci accompagnasse ce lo ritroveremmo ugualmente!!!
     
    Ciao ciao a tutti!!!
    Al prossimo intervento!!!
    10/2/2007

    GRAZIE TRONKY!!!

    "Dentro la pancia del teatro Flaminio, Italia-Inghilterra di rugby, dieci minuti al fischio d'inizio. il tunnel che dagli spogliatoi porta al campo è breve. una decina di metri e poi due scale di ferro che ti portano in superficie, dove tutto è erba, pali strani e tifosi ululanti al gusto di birra. senti qualche porta sbattere e poi li vedi arrivare.

    Ventidue in maglia bianca, ventidue in maglia azzurra. Non ce n'è uno che ride, che parla, niente. sguardi fissi davanti e facce che sembrano ordigni con la miccia corta. accesa. lentiggini e occhi chiari montati su fisici impressionanti, frigoriferi di forma umana, orecchie smangiate, mani ridisegnate da ortopedici pazzi.

    Su una maglia azzurra scivola via, clandestino, un segno di croce. quintalate di forza e velocità salgono di corsa le scale e i tacchetti sul ferro regalano un bellissimo rumore di grandinata improvvisa, subito ingoiato dall'ululato dello stadio che li vede sbucare. Baila, baila, oggi suonano il rugby.

    Musica geometrica e violenta. gli italiani la suonano a orecchio, gli inglesi ci ballano su da generazioni. è una musica che ha una sua logica quasi primitiva: guadagnare terreno, guerra pura. far indietreggiare il nemico fino a schiacciarlo contro il muro che ha alle spalle. quando gli rubi anche l'ultimo metro, di terra è meta. un goal o un canestro da tre, al confronto, sono acqua tiepida, un giochetto di bravura per abbonati alla manicure. una meta è campo cancellato, è scomparsa totale dell'avversario, è alluvione che azzera. ci puoi arrivare per due strade: o la forza o la velocità. gli italiani scelgono la prima, cercando il muro contro muro, dove il cuore moltiplica i chili per due e il coraggio trova strade impensabili tra tibie, tacchetti, colli e culi.

    Gli inglesi per un po' ci stanno, si trovano sotto sette a sei. allora fanno mente locale, si ricordano di quanto è largo il campo e iniziano a ballare. si aprono a ventaglio, piazzano un paio di frustate sulle ali, fanno girare il pallone come una saponetta tra mani di ghiaccio. lo score del primo tempo dice ventitre a sette per loro. dice che la musica è la stessa per tutti, solo che noi suoniamo, loro ballano.

    Nell'intervallo gli azzurri non scendono negli spogliatoi. rimangono in mezzo al campo, a guardarsi negli occhi. calcisticamente parlando, sono sotto di due goal. rugbysticamente parlando, non gliene frega niente. "Dai Italia, che ce la facciamo" grida uno con un accento veneto da far paura. capisci che loro, negli occhi, hanno solo la meta con cui hanno azzerato gli inglesi al settimo minuto, tutto il resto è inutile decorazione.

    Cos'è il rugby te lo trovi riassunto quando Alessandro Troncon, lì, in mezzo al campo, appoggia un ginocchio per terra, e gli altri si stringono intorno a lui, e d'improvviso c'è solo più silenzio. Troncon ha il numero nove sulla schiena, ma non ha niente a che vedere col centravanti fighetta che aspetta in area e poi raccoglie gloria con stilettate da biliardista. Troncon è il capitano, che nel rugby non è una fascia bianca al braccio del più pagato: lì capitano è il cuore e i marroni della squadra, uno che quando pensi mi arrendo lo guardi e ti senti un verme. Troncon è quello che appoggia un ginocchio sull'erba, e poi si mette a urlare uno strano rap battendosi la mano sul petto, e il rap dice "qui dentro ci deve essere solo la voglia di andare DI LA', placcare DI LA', solo questo, correre DI LA', spingerli DI LA', schiacciarli DI LA', vaccalamiseria". di là è il campo inglese, of course.

    Ci passeranno 25 minuti su 40, nel secondo tempo, gli italiani, di là. ma alle volte non basta. gli inglesi prendono martellate e restituiscono veroniche, e il campo sembra in salita, noi scaliamo, loro scivolano. su tutta questa geometrica esplosione di elegante battaglia, domina l'assurdità di quel pallone ovale, geniale trovata che sdrammatizza con i suoi rimbalzi picassiani tutta la faccenda, scherzando un po' tutti, e riportando il generale clima vagamente militare ai toni di un gioco e nient'altro. gli ultimi secondi ce li giochiamo a un soffio dalla linea di meta inglese, buttando dentro tutti i muscoli rimasti e folate di appannata fantasia.

    Non ci sono altri sport così. voglio dire, sport in cui a trenta secondi dalla fine trovi gente disposta a buttarsi di testa in una rissa per perdere 17 a 59 invece che 12 a 59. forse il pugilato. ma un pazzo lo si trova sempre: quindici è più difficile. i nostri quindici escono dal campo con gli inglesi che li applaudono, e sono soddisfazioni. a seguire, il terzo tempo: di solito una bella sbornia al pub, tutti insieme, vincitori e sconfitti. Ma qui è il Sei Nazioni, una cosa solenne. quindi cena in smoking. Ammesso che esistano smoking di quelle taglie."

    Alessandro Baricco
    Data di pubblicazione: n.d.
    La Repubblica

     

    Questo intervento lo dedico ad un grande... ad Alessandro Troncon.
    Che dopo averci fatto sognare regalandoci grandi emozioni sul campo ha deciso di ritirarsi dall'avventura azzurra per anzianità raggiunta...
     
    Guardando le sue partite in tv ho imparato cosa vuol dire mettercela tutta e anche quando pensavo di aver dato tutto, mi faceva capire che potevo arrivare ancora più in là...
     
    Già... Sul campo ha sempre dato tutto...
    Molto di più di quanto gli si potesse chiedere...
    e tutte le volte che lo guardavi giocare con la maglia azzurra
    ti sentivi sporco, perchè anche se aveva dato tutto
    riusciva sempre a dare ancora di più...
     
    Lui era IL Capitano...
    non era uno qualunque...
    era uno che ti faceva venir voglia di lottare a oltranza
    se le circostanze lo richiedono...
     
    Uno che non ha mai preteso la gloria,
    uno che giocava solo per il gusto di giocare,
    con tanta umiltà e rispetto...
     
    Mi hai insegnato ad essere un buon rugbysta...
    Anche se fisicamente e tecnicamente non sono un gran chè...
    Mi hai insegnato cosa vuol dire Rugby...
     
    Non solo uno sport, ma un codice di comportamento morale...
     
    Grazie Tronky!!!
    Per sempre IL Capitano!!!
    Per sempre il grande Ben Hur!!!
     
    GRAZIE MILLE!!!